al-comune-di-oristano-la-torre-spagnola-di-torregrande

Con le sue misure, 20 metri di diametro e quasi altrettanti di altezza, quella di Torregrande, come del resto dice il nome stesso, è la torre spagnola più grande della Sardegna. Dopo aver ospitato cannoni e soldati, prima spagnoli e poi piemontesi, e dopo lunghi anni di abbandono che non ne hanno comunque compromesso la stabilità, ora grazie a un accordo tra la Conservatoria delle Coste ed il comune di Oristano si prepara a ospitare un museo che racconterà la storia di tutte le torri costiere dell'Isola e poi iniziative culturali e di promozione turistica e forse anche un ristorante sulla vecchia piazza d'armi a 17 metri di altezza con vista mozzafiato sul Golfo di Oristano e sulla pineta della borgata.

L'accordo sottoscritto oggi dal sindaco, Guido Tendas, e dal commissario della Conservatoria, Giorgio Onorato Cicalò, consentirà al Comune di utilizzare l'edificio per promuovere iniziative culturali e di interesse pubblico che potranno qualificare l'offerta turistica di Torre Grande. Punto fermo dell'intesa è che la Torre ospiti l'allestimento del museo regionale delle torri costiere della Sardegna collezione "Monagheddu-Cannas" con i modellini in scala 1:40 di 22 torri costiere dell'Isola. Il resto è tutto da inventare.

Secondo quanto previsto dall'accordo il Comune dovrà garantire l'apertura al pubblico della torre da maggio a settembre e organizzare iniziative di carattere culturale, didattico, divulgativo e informativo-turistico, con particolare attenzione ai temi della cultura locale, del turismo, della sostenibilità ambientale e della valorizzazione del patrimonio costiero. In questo quadro, si è parlato negli anni scorsi anche di un punto ristoro nella abitazione per il farista edificata in stile neoclassico in cima alla torre nel diciannovesimo secolo.