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Organico di fatto non ancora definito, molte cattedre di sostegno ancora scoperte. E tanti docenti costretti ad insegnare a centinaia di chilometri nonostante ci siano posti disponibili in scuole più vicine. È la denuncia dei sindacati al termine dell'incontro di oggi tra Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals e Gilda e la Direzione scolastica regionale. Consegnato il primo quadro della situazione degli organici.

Ma, dicono i rappresentanti dei lavoratori, non è ancora definitivo. I numeri: 20.529 insegnanti, 4.104 cattedre di sostegno, ulteriori 1.680 posti di potenziamento. Queste le risorse in campo per far funzionare 10.903 classi ospitanti 207.461 studenti dei vari ordini e gradi di scuole della Sardegna. Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals e Gilda sottolineano due delle problematiche responsabili, insieme a tanti altri fattori, della dispersione scolastica: classi troppo numerose nelle zone urbane e classi sottodimensionate nelle zone interne. I sindacati hanno inoltre proposto che venga chiesto al Miur un impegno ulteriore per far fronte all'arrivo in Sardegna di tanti migranti, ai quali anche le scuole – sostengono le sigle – attraverso i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (Cpia), devono poter offrire accoglienza.

Altri problemi. Secondo un calcolo dei sindacati, la media degli alunni per classe è di 19,06 nella provincia di Cagliari, 19,80 a Sassari, 18,52 a Nuoro e 17,79 a Oristano. I dati- sostengono i sindacati- confermano la distribuzione a clessidra della popolazione scolastica come riflesso diretto dello spopolamento delle zone centrali e, in particolare di quelle interne. "Apprezziamo – hanno aggiunto le categorie – che la Direzione scolastica regionale abbia accolto le nostre sollecitazioni sugli organici Ata e chiesto al ministero deroghe e organici aggiuntivi".