L'Italia delle 'due velocità' si vede anche al Pronto soccorso, con situazioni che registrano enormi differenze tra Nord e Sud. Due gli esempi eclatanti: quello dell'Ospedale Santa Marta e Santa Venere di Acireale (Catania) dove l'attesa per il ricovero in reparto ha raggiunto il record di 7 giorni e quello dell'Ospedale di Dolo (Venezia) dove, invece, l'attesa in Pronto soccorso prima del ricovero è in media di sole due ore. Due situazioni 'limite' segnalate nel monitoraggio 'Lo stato di salute dei Pronto soccorso italiani' presentato oggi da Cittadinanzattiva e Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu). Una delle situazioni ''più critiche per affollamento e posti letto – spiega Sabrina Nardi, vice coordinatore del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva – è risultata appunto quella dell'ospedale di Acireale, con condizioni estreme che facevano registrare 21 persone in attesa in barella o in sistemazioni di fortuna''. Altro esempio del 'collasso' dei Pronto soccorso è la situazione registrata al Policlinico Tor Vergata, con oltre 30 posti letto improvvisati in Pronto soccorso, altri 42 pazienti nell'area di Osservazione breve ed attese per il ricovero fino a 4 giorni. Esempio di eccellenza invece l'Ospedale di Dolo. Proprio il sovraffollamento e la mancanza di posti letto per il ricovero è dunque uno dei maggiori 'mali' dei Pronto soccorso italiani. Ma per contrastare tale emergenza, la Simeu ha elaborato nel 2014 un 'Piano di gestione del sovraffollamento': ''Si prevede l'azione del 'bed management' – spiega la presidente Simeu Maria Pia Ruggieri – con l'obiettivo di controllare e ottimizzare la gestione dei posti letto, una funzione che però purtroppo ancora stenta ad affermarsi negli ospedali. Altra misura che proponiamo è l'istituzione negli ospedali di un sistema online h24 per la visione in tempo reale dei posti letto disponibili, oltre alla creazione di 'Discharge room' ovvero di sale dove i pazienti in attesa di dimissioni possono sostare, liberando così posti letto in tempi più brevi''. Misure ''a basso o a zero costi – sottolinea – che non risolvono certamente i problemi strutturali ma consentirebbero di risolvere a breve molte emergenze legate alla mancanza di spazi. Purtroppo il Piano è attivo però ad oggi solo in pochi ospedali''. E per migliorare la realtà delle strutture di emergenza, Tdm e Simeu hanno anche promosso una 'Carta dei Diritti al Pronto Soccorso', che definisce in otto punti i diritti irrinunciabili di cittadini, pazienti e operatori, e su cui è necessario intervenire con urgenza: diritto alla presa in carico; diritto alla dignità personale; diritto alla continuità dei percorsi di cura; diritto alla prevenzione delle emergenze evitabili; diritto all'informazione; diritto alla competenza; diritto alle sei ore massime di attesa prima del ricovero; diritto all'attuazione della Carta. Lanciata come progetto pilota in Piemonte nel 2015, la Carta viene estesa ora a tutto il territorio nazionale.
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ITALIA A DUE "VELOCITA’" ANCHE PER I PRONTO SOCCORSO







