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Un addendum al Patto per la Sardegna che scriva il piano per la progressiva diminuzione delle aree soggette a vincoli militari e la totale dismissione dei poligoni. È la proposta avanzata dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau, durante l'audizione, questa mattina, davanti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito, convocata in Prefettura a Cagliari dopo una settimana di sopralluoghi nelle aree militari dell'Isola.

Ganau chiede che venga anche determinata "la compensazione economica dei danni ambientali, sanitari e allo sviluppo subiti a causa del gravame militare, insieme con le risorse necessarie per le bonifiche e la riconversione dei siti, così come chiesto dal Consiglio regionale il 17 giugno del 2014". Secondo il presidente del Consiglio, è necessario l'avvio di monitoraggi indipendenti sui danni sanitari e di salute pubblica legati alla presenza dei poligoni militari e l'istituzione di osservatori permanenti indipendenti per il monitoraggio ambientale al loro interno.

La liberazione delle aree gravate da servitù, spiega Ganau, "deve essere accompagnata da piani di sviluppo seri e concreti che partano dalla bonifica dei territori inquinati, insieme all'avvio di un tavolo tecnico che ridefinisca il sistema dei contributi ai Comuni maggiormente gravati. Non bisogna ripetere gli errori commessi alla Maddalena dopo la dismissione della base Usa – avverte il presidente del Consiglio – le aree gravate da servitù militari devono essere riconsegnate nella disponibilità dei sardi".