Le nuove tecnologie spostano la geografia fisica della manifattura nell'Industria 4.0 e in Italia Torino si afferma al primo posto, seguita da Firenze e Verona. Fanalino di coda sono Palermo e Bari. E' quanto emerge dal rapporto "Dallo smontaggio della città-fabbrica alla nuova manifattura urbana", pubblicato dal Censis e diffuso oggi a Roma nel convegno "Le Città dei Maker", organizzato alla vigilia della Maker Faire, la rassegna europea dei nuovi artigiani digitali. "Anche in Italia assistiamo a questo fenomeno rivoluzionario che fa ritornare la 'manifattura', pur in condizioni totalmente mutate, alla nostra tradizione rinascimentale", ha commentato Carlo De Benedetti, presidente onorario della Fondazione Make Italy. Secondo il rapporto, nonostante il processo di terziarizzazione dell'economia urbana, la geografia della produzione manifatturiera assegna un ruolo ancora molto importante alle città italiane. Nei comuni capoluogo sono insediate circa 127mila aziende manifatturiere (il 25,4% del totale) che occupano quasi un milione di addetti (il 26,6% dei circa 3,7 milioni di addetti del settore). Dal rapporto emerge che Torino è la città più "manifatturiera" d'Italia, con la più alta concentrazione di attività nell'area urbana. Firenze e Verona sono in ottima posizione per quanto riguarda il peso delle attività manifatturiere rispetto alle altre. Milano segue in quarta posizione. Roma è al nono posto per numero di addetti e concentrazione urbana. Agli ultimi posti del ranking troviamo tutte le restanti città del Mezzogiorno: Palermo, Napoli e Bari nell'ordine.
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La manifattura torna nelle città italiane, Torino prima







