Si apre uno spiraglio per una "rimodulazione intelligente", anche nell'ambito della definizione della nuova rete ospedaliera, della delibera della Giunta regionale che ha imposto nuovi paletti sul volume delle prestazioni e nuovi criteri per l'accreditamento per gli operatori privati della sanità ed in particolare per quelli dei laboratori d'analisi.
Ad annunciarlo l'assessore regionale della Snaità, Luigi Arru, durante l'audizione in commissione Sanità, presieduta da Raimondo Perra (Psi). "Sono disponibile purché si mantenga l'obiettivo di fondo di migliorare la qualità del servizio e l'efficienza delle strutture. Non dimentichiamo – ha ricordato Arru – che in questi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante anche nella diagnostica e la stessa soglia delle 200.000 prestazioni emerge dalla letteratura scientifica.
Detto questo nessuno vuole chiudere niente, però dobbiamo essere consapevoli, tenendo conto anche che le stesse prestazioni in Sardegna costano il doppio rispetto al resto d'Italia e che siamo in piano di rientro, che siamo al centro di un processo di cambiamento, pur nella sua gradualità, irreversibile". In base ai dati 2015, i laboratori privati attivi che forniscono prestazioni al servizio sanitario regionale sono 53, per un volume complessivo di oltre 3,6 milioni di prestazioni ed una media di circa 68.000 esami per struttura (nessun laboratorio ha raggiunto la soglia di 200.000 previsto in delibera). I lavoratori occupati sono circa 450, principalmente biologi (119) e tecnici di laboratorio (57).







