Copagri, la Conferedazione produttori agricoli, ha inviato una nota ai parlamentari sardi nella quale li invita ad impegnarsi per garantire alla Sardegna, ed in particolare al comparto ovicaprino, maggiori risorse rispetto a quelle che sono state annunciate dal ministro dell'Agricoltura. "Il settore lattiero-caseario sardo ovicaprino sta attraversando un periodo particolarmente critico – ha sottolineato Copagri – a causa della sovrapproduzione di pecorino romano il cui prezzo, che aveva raggiunto la vetta dei 9,50 euro al kg è attualmente intorno ai 6 euro e non si sa se sia destinato ancora a scendere".
Poiché le sorti commerciali del pecorino romano "sebbene ciò non trovi giustificazione, hanno sempre determinato il prezzo del latte ovino, abbiamo il timore – ha dichiarato Ignazio Cirrronis, presidente regionale di Copagri – che per la prossima campagna vengano offerte remunerazioni della materia prima inferiori del 30-35% rispetto al prezzo medio del latte ovino ottenuto precedentemente dagli allevatori, superiore, mediamente, all'euro/litro. Sarebbe un colpo mortale per le imprese zootecniche sarde". Dopo gli interventi comunitari per contrastare la crisi del latte vaccino (150 milioni di euro), la Commissione europea ha stanziato altri 350 milioni per sostenere i produttori di latte e gli allevatori dei settori delle carni bovine, carni suine e carni ovine e caprine, e 21 milioni sono destinati all'Italia.
"Dopo aver dichiarato di voler intervenire a supportare il settore del latte ovino sardo il ministro dell'Agricoltura – ha precisato Pietro Tandeddu, coordinatore regionale di Copagri – avrebbe recentemente indicato in sei milioni di euro la somma da destinare alla Sardegna; troppo poco perché possa risultare incisiva, vista la consistenza degli allevamenti sardi". Da qui la richiesta avanzata ai parlamentari perché, rafforzando l'azione dell'assessora regionale, intervengano sul ministro ai fini dell'incremento del finanziamento.







