Pare cadere di nuovo nel vuoto l'appello di Beppe Grillo a ''restare uniti'' nel Movimento 5 Stelle. Quello che sembra sempre di piu' il candidato premier in 'pectore' Luigi Di Maio finisce nel mirino sia per il suo attivismo sia per i 100.000 euro di spese negli ultimi 3 anni. Il vicepresidente della Camera si difende: si tratta di ''spese trasparenti'', mentre Roberto Fico smentisce di essere a capo di una fronda contro Di Maio. Intanto occhi puntati sul Tar del Lazio che forse gia' oggi dovrebbe pronunciarsi sul ricorso di 5 Stelle e SI per contestare la formulazione del quesito referendario.
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5 Stelle, Di Maio nel mirino per spese ultimi 3 anni







