La medicina incontra l'ingegneria. E il paziente può rimettersi in sesto dopo un'operazione a gambe o braccia a casa senza il ricovero in ospedale. Tutto questo grazie a speciali sensori da indossare e alla telemedicina: uno studio dei ricercatori dell'Università di Cagliari e Sassari è stato premiato a Milano durante un congresso nazionale.
Il lavoro scientifico del team guidato da Danilo Pani, ricercatore in Bioingegneria elettronica ed informatica al Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica – presentato dal giovane dottorando Michele Crabolu – è stato insignito del premio "Miglior lavoro metodologico". Lo studio dei ricercatori dell'Università di Cagliari e Sassari ("In vivo identification of the shoulder joint centre of rotation using a magneto-inertial sensor") è stato selezionato fra oltre 100 contributi scientifici e propone una metodologia innovativa per l'identificazione del centro articolare della spalla, fondamentale per ottenere accurati modelli biomeccanici personalizzati degli arti superiori, attraverso una tecnologia inerziale indossabile, ed è stato validato in vivo mediante tecniche di risonanza magnetica.
Rispetto ai sistemi finora in uso basati su telecamere (stereofotogrammetria), più costosi e inadatti per un uso ambulatoriale o domiciliare, i sensori inerziali indossabili studiati dai ricercatori di UniCa permettono di raggiungere analoghe prestazioni nella ricostruzione del movimento degli arti attraverso complesse misurazioni: limiti che ostacolano l'adozione di tali tecnologie in ambito riabilitativo (ad esempio post-operatorio), in particolare domiciliare. Lo studio permette di superare questi vincoli. Lo scopo dei ricercatori coinvolti nello studio è, in definitiva, contribuire in maniera determinante a realizzare un sistema facilmente utilizzabile in questi contesti e, mediante la telemedicina, permettere di valutare i progressi del paziente senza che lo stesso debba recarsi in ospedale.







