"Non c'è ancora una data per l'incontro annunciato con Palazzo Chigi e Mef e sarebbe opportuno che il governo inserisca, come promesso, il caso Capo Frasca tra le priorità". Lo riferisce il deputato sardo del Centro democratico Roberto Capelli, in pressing con altri parlamentari isolani per ottenere lo sblocco degli indennizzi ai pescatori della marineria dell'oristanese per il fermo legato alle esercitazioni militari.
Da ormai tre settimane i pescherecci protestano in mare impedendo l'addestramento all'interno del poligono e si aspettano un segnale da Roma per liberare lo specchio d'acqua davanti a Capo Frasca. Assieme ai risarcimenti, viene chiesta anche una diversa perimetrazione delle aree interdette.
"La Difesa – conferma Capelli, reduce da una missione in Sardegna con la commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito durante la quale è stato raccolto l'appello dei pescatori – dovrà rivedere i vincoli riguardanti i limiti di accesso e transito del tratto di mare e riformulare il calendario secondo i criteri già seguiti per le altri basi militari, definendo i giorni di interdizione dell'area marina prospiciente il poligono e non, come avviene adesso, i giorni in cui può avvenire il transito rispetto a un divieto permanente".







