E' stato un flop a Cagliari la manifestazione per lo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private proclamato da Usb, Unicobas e Usi. Nel centro cittadino, dove il sindacato ha organizzato un presidio sotto il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma, si sono ritrovate solo alcune decine di persone. Corteo e sit-in ostacolati anche dal maltempo, con la pioggia caduta in mattinata.
I manifestanti hanno, comunque, chiesto "un cambiamento di rotta alla Giunta Pigliaru" e ribadito la protesta "contro i tagli alle scuole, ai servizi sociali e ai Comuni, contro la militarizzazione della Sardegna, per una sanità migliore e vicina ai cittadini, contro le politiche sui trasporti grazie alle quali i sardi si sentono 'prigionieri' per i mancati e inefficienti collegamenti, contro una politica sociale inefficiente, contro la precarietà e contro la disoccupazione".
Ormai, ha detto Federico Angius del coordinamento Usb lavoro privato, "le fabbriche chiudono a ritmo costante, non facciamo che trovarci seduti a tavoli con aziende che scappano, per parlare più di licenziamenti che di politiche attive per il lavoro". Per questo, ha concluso, "diciamo basta alla precarietà e agli esuberi, alle elemosine spacciate per aumenti contrattuali e alle esternalizzazioni di servizi pubblici". Domani anche una delegazione di Usb Sardegna parteciperà al "No Renzi Day", in programma a Roma, "per dire No alla Controriforma costituzionale".







