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"L'iter di approvazione sia veloce per una legge attesa da vent'anni": lo hanno chiesto i rappresentanti dell'Uncem, Antonio Di Maria e Luca Lo Bianco, intervenendo al Senato durante l'audizione sul ddl piccoli Comuni e montagna. I rappresentanti dell'associazione degli Enti montani hanno ribadito la necessità di varare al più presto una legge che garantisca nuova attenzione per le aree interne e per i piccoli centri dell'Italia, al fine di approntare politiche volte a garantire i servizi di base e a favorire lo sviluppo socio-economico dei territori. "Il ddl già approvato alla Camera – hanno detto Di Maria e Lo Bianco – contempera queste due sfere. La prima orientata ai servizi, alla riduzione del digital divide, all'attuazione piena della Strategia Aree interne; la seconda volta a permettere a chi vive nei territori alpini e appenninici di poter rimanere lì, di fare impresa, di trovare negli Enti locali un riferimento". Uncem ha insistito sulla necessaria celerità dell'iter legislativo, dopo oltre due decenni di attesa. "Il ddl prevede 100 milioni di euro per le aree interne e montane da erogare nei prossimi cinque anni", hanno ricordato gli esponenti di Uncem. "Finalmente si riconoscono le specificità delle aree interne, che per mantenere servizi e favorire la crescita economica hanno bisogno di fondi per lo start up, per garantire innovazione e superare un divide che non è solo digitale, ma strutturale. E che rischia di crescere. La legge in discussione al Senato è un antidoto a questo gap che metterebbe di fatto il 55% del Paese su un binario più lento rispetto alle città e alle aree urbane". Di Maria e Lo Bianco hanno poi richiamato l'attenzione dei senatori presenti all'audizione sulle conseguenze legate all'abbandono e allo spopolamento, registrabili nelle aree più fragili del Paese, nelle aree più in quota, nelle zone a forte rischio idrogeologico e sismico: "abbiamo necessità di attuare pienamente l'articolo 44, secondo comma, della Costituzione – sottolineano – e questa legge lo permette".