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"Era disposto a farsi rapinare in cambio di denaro, da chiunque glielo avesse proposto", Giuseppe Levanti, la guardia giurata di 59 anni arrestata dalla Polizia per aver rivestito il ruolo di basista nell'assalto al portavalori messo a segno nel 2014 a Serrenti. Lo dice lui stesso alla fidanzata e ad alcuni amici – e lo riporta il Gip del tribunale di Cagliari, Giovanni Massidda, nell'ordinanza di 48 pagine che lo ha fatto finire in cella – quando parlava dei suoi problemi economici e delle rapine commesse sui blindati.

"Si tratta di un soggetto privo di scrupoli – spiega il giudice – che non soltanto diede un contributo fondamentale per il buon esito della rapina del marzo 2014, ma continuò a pianificare analoghe imprese delittuose anche nei mesi successivi, palesando una capacità criminale veramente ragguardevole". Il giorno della rapina a Serrenti, Levanti risulta aver preso parte alle operazioni di carico del blindato, lui stesso era in possesso di una delle utenze "fantasma" in uso al commando.

Non solo. Nei mesi successivi fornì a un pregiudicato di Desulo, ma residente nel cagliaritano, i dettagli su come aprire i portavalori senza far scattare il sistema di protezione – sistema poi usato per gli assalti del luglio scorso e per quello a Bonorva del settembre 2015 – e successivamente anche elementi sui trasporti di denaro effettuati dai mezzi della Vigilanza Sardegna, di cui era dipendente all'epoca dei fatti. Trasferimenti per svariati milioni di euro che stavano per diventare l'obiettivo di un nuovo assalto, poi saltato per l'intensificarsi dei controlli da parte delle forze di polizia.