Elite cresce e sfiora in 4 anni di attività l'obiettivo di 500 società ammesse. Sono esattamente 442 le aziende che vi aderiscono dopo l'ingresso delle 44 'matricole' festeggiate oggi in Piazza Affari, 31 italiane e 13 inglesi. Ora l'obiettivo, indicato dall'amministratore delegato di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi e dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, è di "arrivare a mille". Già oggi Elite vale 37 miliardi di euro di fatturato complessivo ed oltre 160mila posti di lavoro sparsi per il Continente. Per Jerusalmi il progetto "aiuta le imprese ad accelerare i propri progetti, la propria capacità di internazionalizzazione e a renderle pronte a raccogliere capitali sui mercati internazionali per finanziarne la crescita". Una sorta di "operazione di sistema" dedicata alla Pmi e "complementare a iniziative come Industria 4.0, lanciata recentemente dal Governo". Dopo 4 anni di Elite, secondo Boccia, le piccole e medie imprese, che "vedevano la Borsa come qualcosa di distante" ora "si sentono a casa loro". Un passo in avanti soprattutto in termini di visibilità, dato che "oggi sono 442, ma se noi immaginassimo di avere mille imprese nel progetto Elite e ognuna di queste riuscisse ad attrarre una piccola quota di capitale, immaginiamo 5 milioni di euro, parleremmo di 5 miliardi di euro di aumenti di capitale che grazie alla legge di bilancio potrebbero diventare investimenti". Per questo, ha proseguito Boccia, "quando ci sono nuove imprese facciamo festa" e "Confindustria crede molto in questo programma e lo sta diffondendo nel sistema". "Nel corso dell'ultimo anno, insieme a Borsa Italiana, – ha detto – abbiamo istituito gli 'Elite Desk' nelle nostre associazioni, che non sono solo sportelli aperti per le imprese interessate a Elite, ma anche veri e propri talent scout". E tra i talenti indirizzati a Elite si annoverano nomi come la lucana Di Leo Pietro, azienda di Matera specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti da forno. Lucana è anche Bawer Matera, che produce componentistica per l'auto, mentre Qui!Group, attiva nei servizi al consumo, arriva da Genova. Opera a Reggio Emilia Nutristar, specializzata in generi alimentari e mangimi, mentre l'utility Bluenergy ha sede a Udine. Viene da Ascoli Piceno invece Velenosi Vini, che dice di produrre "vini buoni da morire".
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Borsa, Elite: 442 aziende in 4 anni, obiettivo mille







