Non si placano i malumori nel centrosinistra per la nomina dei manager non sardi al vertice della Asl unica. Dopo il segretario nazionale Antonio Satta, interviene anche il capogruppo dell'Upc in Consiglio regionale Pierfranco Zanchetta, che chiede "e se un eccesso di 'continentalismo' lo applicassimo anche agli atenei sardi?".
"La storia ci insegna tristemente – spiega – che non sempre chi viene da oltre Tirreno ha veramente a cuore le sorti della Sardegna. Nessun riferimento o censura ai nominati da Moirano ai vertici della sanità sarda, nessun pregiudizio per chi arriva da oltre mare se ha le competenze adeguate a risolvere problemi complessi come quelli che presenta la macchina sanitaria sarda, ma un eccesso di figure apicali esterne, umilia la classe dirigente della Sardegna e i sardi". "Così facendo – sottolinea Zanchetta – ci sentiremo sempre più incapaci di gestire il nostro futuro e piegati ad accettare scelte e decisioni altrui fatte solo con logiche di economicità che non tengono conto dei reali bisogni della nostra gente e di un territorio particolare e complesso".
"Fulvio Moirano indiscutibilmente è un manager di altissimo profilo e va benissimo, ma accanto a lui – dice l'esponente della maggioranza – potrebbero affiancarsi quei sardi (ce ne sono tanti) capaci e in grado di sostenere il suo impegnativo compito di mettere in ordine e in sicurezza contabile la sanità regionale. Impedire questo accesso a ruoli di vertice ai sardi, con la motivazione che per maneggiare la sanità ci vogliono solo figure esterne alla Sardegna, distanti dal vecchio sistema che ha governato la sanità è esagerato e ingiusto".







