"La nostra intelligenza a disposizione della vera compassione. Attenti agli imbonitori da web e ai venditori di false speranze". È un passaggio della lectio magistralis di Maria Del Zompo, rettrice dell'Università di Cagliari e docente di farmacologia dell'ateneo, sull'etica nella ricerca scientifica biomedica tenuta per l'inaugurazione dell'anno sociale della sezione cagliaritana degli Amici del Libro.
"La farmacogenomica e la farmacogenetica – ha aggiunto – hanno imposto l'introduzione di regole etiche precise, che passano necessariamente dalla conoscenza sempre più approfondita dei fenomeni. L'etica è ormai assente in tanti campi, ma non nella ricerca biomedica, che anzi continua a darsi regole chiare e universali". Altre considerazioni. "Il nostro è un Paese senza cultura di metodo scientifico e senza etica", ha detto la rettrice parlando del metodo Stamina e mettendo così in guardia dagli "imbonitori da web" e dai venditori di illusioni senza alcuna attendibilità scientifica. Riferendosi ai tanti casi di sofferenza presenti nel mondo sanitario, e al delicato rapporto medico-paziente, la prof. Del Zompo ha sottolineato che "l'unica cosa da dire anche a chi soffre è sempre la verità: questo è l'unico comportamento etico da tenere davanti al paziente e ai familiari".
Dopo aver ricordato che "la regolamentazione italiana della sperimentazione sugli animali è più rigida di quella europea" ("non possiamo fare ricerca come avviene in altri Paesi perché il nostro Parlamento ha deciso sulla base delle pressioni di lobbies poco numerose ma potenti"), un'appassionata difesa dei nostri giovani ricercatori ha concluso la relazione: "Possono e devono poter andare a studiare dove decidono liberamente – ha concluso – ma non devono essere costretti ad andare altrove a svolgere le loro ricerche dalla mancanza di opportunità o da altri elementi".







