La Sardegna è la prima regione d'Italia ad attivare i carnai aziendali, stazioni di alimentazione dei grifoni e degli uccelli necrofagi. La Regione approva le deroghe previste dai regolamenti comunitari per lo smaltimento da parte dei privati delle carcasse animali, riconoscendo i risultati ottenuti in 30 anni di progetti di conservazione del grifone.
A sollecitare l'iter è stato il progetto "Life, sotto le ali del grifone", finanziato dal Programma dell'Ue e condotto dall'Università di Sassari con l'agenzia Forestas, il corpo forestale e il Comune di Bosa.
"È un risultato importante, che riconosce e promuove al mondo agropastorale di aver mantenuto vivo il rapporto mutualistico tra uomo e grifone", spiegano i responsabili del progetto. Dal 2001, con la diffusione del morbo della "mucca pazza", esistono restrizioni allo smaltimento delle carcasse di animali da allevamento. Francia, Spagna e Italia si sono impegnate per ottenere le deroghe sullo smaltimento e la conservazione dei grifoni. Nel 2014 il Dipartimento di Veterinaria dell'Università di Sassari ed i suoi partner hanno presentato il progetto Life, per importare nel territorio le buone pratiche adottate con successo in altre parti d'Europa.
Il 15 e il 17 novembre questa possibilità sarà spiegata agli allevatori in due assemblee a Bosa e Macomer. Soddisfatti gli assessori regionali dell'Ambiente e della Sanità, Donatella Spano e Luigi Arru.







