"Riteniamo che questa sia una vittoria non solo per noi ma per tutte le donne e anche per tutti gli uomini che lottano per un cambiamento di questo Paese". Lo ha detto Manuela Magalhaes, la donna che è ricorsa in Corte Costituzionale per far ottenere l'attribuzione del suo cognome al figlio oltre a quello del padre. "E' stata un'idea condivisa – ha detto -, nata da due persone che stanno bene insieme e condividono il modo di essere genitori". "Era un terreno fermo da anni. Siamo consapevoli della nostra responsabilità nel consentire finalmente che dopo ormai più di 37 anni dalla prima proposta legislativa in merito siamo sulla strada di una normazione che potrà tenere conto di questa storica decisione", ha detto Marcello Galli, marito di Manuela. "Ancora una volta la Consulta ha anticipato il Parlamento – ha detto Galli -. In realtà le tempistiche dovrebbero essere un po' più reattive ma ci rendiamo conto che con il carico che grava sull'organo parlamentare a volte l'intervento della Consulta è essenziale".
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