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Mentre il Governo, nella legge di stabilità 2017, restituisce alla Valle d'Aosta gli accantonamenti dal 2012 al 2015 sulla partita del concorso alla riduzione del fabbisogno sanitario nazionale perchè la Regione, che aveva presentato e vinto un ricorso sulla materia, finanzia direttamente la sanità, la Sardegna, con il ritiro del ricorso presentato nel 2012 "perde in questa stessa partita almeno 500 milioni di euro".

Lo sostiene il coordinatore regionale di Forza Italia, Ugo Cappellacci, che è andato all'attacco della Giunta e dell'assessore della Programmazione Raffaele Paci, 'rei' di aver "buttato le risorse al gioco delle tre carte".

Non solo. "Con gli accantonamenti previsti nella stessa Finanziaria nazionale sino al 2020, il Governo – spiega l'ex presidente della Regione – mette nuovamente le mani nelle tasche dei sardi. Se poi passasse la nuova formulazione dell'articolo 119 della Costituzione, anche le compartecipazioni potrebbero essere assoggettate al volere della legge statale del Governo di turno". Secondo il consigliere di Fi, Stefano Tunis, "il Governo nazionale sta drenando risorse nel territorio che poi non ritornano nelle Regioni. Il rischio è il prosciugamento della finanza locale e oggi i sindaci sono in Consiglio a dire che il combinato disposto tra patto di stabilità e bilancio armonizzato sta strangolando le amministrazioni locali". "Se nel bilancio 2016 gli accantonamenti erano 682 mln, nel 2017 – sottolinea il collega di partito Ignazio Locci – la previsione è per 718 mln, un contributo sproporzionato". Da sua, Paolo Truzzu, di Fdi, spiegato che si tratta di un "problema di rapporto con lo Stato: a fronte del sovranismo dilagante, si assiste ad una remissione totale in vista del referendum costituzionale".