Da martedì 15 i sindaci, sotto il cappello dell'Anci, la Giunta e il Consiglio regionale cercheranno di mettere nero su bianco una 'scaletta' di impegni che possano dare risposte concrete alle richieste dei primi cittadini per allentare i vincoli di bilancio.
E' il primo risultato che le 'fasce tricolori' portano a casa dopo una giornata di lotta che li ha visti riuniti in un'assemblea autoconvocata nell'aula del Consiglio, dove sono stati ricevuti dai capigruppo, dal presidente Gianfranco Ganau e dalla Giunta.
"Non mi sento una parte diversa rispetto ai sindaci e non mi sento il padrone delle risorse, che arrivano da tasse e imposte pagate dai sardi – ha chiarito l'assessore della Programmazione Raffaele Paci – Anzi insieme dobbiamo decidere cosa farne anche in vista della predisposizione della Finanziaria. Ben sapendo, però, che esistono vincoli di bilancio. Grande parte delle spese del bilancio regionale va nei territori – ha precisato l'esponente della Giunta – Non c'è solo il fondo unico, ma circa due miliardi di euro che arrivano al sistema degli enti locali, dai lavori pubblici alla sanità. In Sardegna, però, la sanità costa 300 milioni in più rispetto alle altre altre regioni".
A Paci piace l'idea di dare autonomia finanziaria piena ai Comuni, come proposto dal sindaco di Ollolai, perchè, ha spiegato "sarà più facile fare travasamenti nei bilanci comunali anche attraverso un monitoraggio costante e una cabina di regia che governi il sistema contabile uniforme". Riguardo alle richieste indirizzate al Governo nazionale, il vice presidente della Giunta ha sottolineato che "il pareggio di bilancio dà alla Regione gli stessi problemi che dà ai Comuni, l'anno scorso abbiamo avuto 300 mln di avanzo di amministrazione che non abbiamo potuto utilizzare: è una battaglia che stiamo facendo ancora adesso anche in Conferenza Stato-Regioni. Poi c'è la questione dei 680 mln di accantonamenti, ma tutte le recenti sentenze della Corte costituzionale li hanno definiti legittimi".







