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Rappresentazioni della Dea Madre, monete con effigi femminili. Sono numerosissimi i manufatti carichi di fascino e mistero che rappresentano il ruolo primario della donna nel corso dei millenni. Andare per musei e siti in Sardegna sulle tracce dei reperti femminili non è solo un possibile itinerario turistico. Per Nicola Dessì, archeologo di Perdaxius, nel Sulcis, 35 anni, è anche un impegno civile nella sua personale battaglia contro la cultura della violenza di genere e il femminicidio.

Nelle sue conferenze e visite guidate la figura femminile è più che mai centrale. "La presa di coscienza è avvenuta durante un convegno, alla lettura dei dati a dir poco agghiaccianti sulla violenza contro le donne. E anche questo ultimo ultimo fatto di cronaca nera, a Sassari, grida con forza che non si può restare indifferenti e inermi – spiega all'ANSA Dessì – anche un archeologo può dare un serio contributo alla cultura del rispetto". Sono tanti gli itinerari da lui studiati. "La Sardegna – spiega – ha restituito il più alto numero di raffigurazioni della figura della 'Madre' di tutto il Mediterraneo occidentale". Uno degli itinerari da lui proposto parte dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. "Nella prima vetrina è esposta la raffigurazione femminile più antica finora rinvenuta in Sardegna – sottolinea Dessì – la sua datazione dovrebbe essere risalente al Paleolitico, la fase più antica della Preistoria.

È alta circa 18 centimetri, realizzata in basalto, venne rinvenuta negli anni '40 in una grotta di Macomer. Potremmo essere di fronte alla prima rappresentazione di una sciamana", azzarda l'archeologo. Il percorso prosegue nel periodo del neolitico, tappa al sito 'Cuccuru de Is Arrius' nel Comune di Cabras. "Qui si trovano le più belle rappresentazioni di questo periodo della 'Dea Madre' – svela – Dal sito proviene l'unica statuina d'Europa che raffigura la donna nell'atto magico del parto". In epoca punica e poi romana sono migliaia le rappresentazioni della divinità femminile conosciuta col nome di Demetra. "E' rappresentata spesso con un copricapo con tre spighe di grano, una fiaccola e un maialino in braccio".