Bambini con i genitori, studenti, giovani e anziani: oltre duemila maddalenini questa mattina sono scesi in piazza per difendere il diritto alla salute dei cittadini e chiedere alla Regione e alla Asl di Olbia una maggiore attenzione alle loro esigenze. "Siamo dinanzi ad un diritto alla salute negato", ha detto dal palco a nome dell'amministrazione comunale l'assessore della sanità del comune di la Maddalena, Massimiliano Guccini, in prima fila nella mobilitazione dell'Isola.
I manifestanti, riuniti nella piazza Rossa, nei pressi del municipio, hanno protestato contro il progressivo smantellamento dell'ospedale Paolo Merlo, un percorso cominciato dieci anni fa con la chiusura della Chirurgia e che ha visto, dal 15 settembre, la sospensione temporanea dell'attività di degenza del Punto Nascita, prevedendo il trasferimento delle donne ricoverate a Olbia. Una decisione assunta dalla Asl, in attesa delle disposizioni Regionali inserite nella riorganizzazione della Rete ospedaliera e Punti Nascita.
A gran voce e con striscioni la popolazione ha chiesto alla Regione e all'Asl di bloccare la cancellazione dei servizi, così da non costringere, ad esempio, le donne a partorire a Olbia. Il timore è quello che la chiusura, se pur temporanea, del Punto Nascita possa essere la prima tappa di un processo che potrebbe portare alla chiusura dell'ospedale.







