E' boom del "divorzio breve": l'introduzione di due normative in materia di separazioni e scioglimenti coniugali ha fatto registrare nel 2015 un consistente aumento del numero di divorzi, che ammontano a 82.469 (+57% sul 2014). Più contenuto è l'aumento delle separazioni, pari a 91.706 (+2,7% rispetto al 2014). Lo rende noto l'Istat il quale ricorda che nel 2015 si sentono per la prima volta gli effetti di due importanti variazioni normative. La prima è la legge n. 132/2014, entrata in vigore alla fine del 2014, che si pone l'obiettivo di semplificare l'iter delle procedure di separazione e divorzio consensuali prevedendo la stipula di accordi extragiudiziali. In applicazione di queste norme, nel 2015, sono stati definiti presso gli Uffici di stato civile 27.040 divorzi (pari al 32,8% del totale dei divorzi del 2015) e 17.668 separazioni (pari al 19,3% sul totale delle separazioni). Questi procedimenti si sono sommati ai procedimenti conclusi presso i tribunali (rispettivamente pari a 55.429 per i divorzi e 74.038 per le separazioni) facendo lievitare sensibilmente l'entità del fenomeno e, soprattutto, i divorzi. Al boom dei divorzi ha contribuito anche una seconda variazione normativa, la come Legge sul "divorzio breve", entrata in vigore a metà 2015, che ha accorciato drasticamente (da tre anni a sei mesi nei casi di separazioni consensuali o a un anno nei casi di separazioni giudiziali) il periodo che deve intercorrere obbligatoriamente tra il provvedimento di separazione e quello di divorzio. Sempre Istat certifica che la durata media del matrimonio al momento della separazione è di circa 17 anni. Negli ultimi vent'anni è raddoppiata la quota delle separazioni dei matrimoni di lunga durata, passando dall'11,3% del 1995 al 23,5%. All'atto della separazione i mariti hanno mediamente 48 anni e le mogli 45 anni. La propensione a separarsi, infine, è più bassa e stabile nel tempo nei matrimoni celebrati con il rito religioso.
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Istat: boom divorzio breve, nel 2015 + 57% rispetto 2014







