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Legambiente Sardegna è d'accordo con le posizioni portate dal governatore Francesco Pigliaru alla Conferenza del clima di Marrakech. Ma cerca di andare oltre. "Nell'Isola gli accordi di Parigi potranno essere applicati solo quando il territorio di Portoscuso sarà completamente rigenerato", spiega il presidente del comitato scientifico dell'associazione, Vincenzo Tiana. Da qui la proposta alla Regione di realizzare il radicale e generale disinquinamento dell'area del Sulcis Iglesiente.

La bonifica di Portoscuso, infatti, "rappresenta l'emblema della capacità di attuazione degli ambiziosi impegni assunti dall'Italia a Parigi nella COP21 e riproposti a Marrakech nella COP22". Così il sito potrebbe diventare un "grande laboratorio" per valutare la capacità di attuazione degli impegni internazionali. Stamattina gli ambientalisti (Tiana, ma anche la presidente regionale Annalisa Colombu e il vicepresidente nazionale Stefano Ciafani) hanno ricordato che "per l'area di Portoscuso tutte le analisi evidenziano la situazione di grave inquinamento diffuso su aria, acqua e suolo conseguentemente ai ritardi nelle attività di bonifica e ai necessari adeguamenti tecnologici e ambientali", e che "nel marzo 2014 il sindaco è stato costretto, a seguito di un preciso rapporto della Asl, ad emanare l'ordinanza per raccomandare alla popolazione la limitazione dell'uso di prodotti alimentari ed ortofrutticoli".

Quindi, nella convinzione che "la messa in sicurezza ambientale del territorio possa anche generare centinaia di posti di lavoro", Legambiente propone un'accelerazione del risanamento di discariche industriali e minerarie, e dichiara "inaccettabili" progetti aziendali di sopraelevazione del bacino fanghi rossi e di costruzione di una nuova centrale a carbone. I nuovi progetti produttivi, sottolineano gli ambientalisti, devono essere improntati a contenuti tecnologici di avanguardia e alla sostenibilità.