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Tradizione e innovazione, un binomio che contribuisce alla crescita e che non mette in contrasto le due sfere. La Sardegna si presenta così al presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping, ospite nel sito archeologico di Nora e stasera a colloquio al Forte Village di Pula con il premier italiano Matteo Renzi.

Il vice presidente della Giunta regionale, Raffaele Paci, ricordando la missione di maggio a Pechino, parla di un rafforzamento della collaborazione tra Cina e Sardegna e guarda al web come alla nuova frontiera per abbattere le distanze: "puntiamo a portare i nostri prodotti della tradizione su Alibaba, l'Amazon cinese, per far conoscere in tutto il mondo l'isola della longevità e della qualità della vita.

Siamo convinti – spiega – che le nuove regole del governo cinese sulla sicurezza alimentare ci consentiranno di incrementare la presenza dei nostri produttori in Cina. "Oggi – prosegue – presentiamo i nostri prodotti, le nostre tradizioni, la nostra splendida terra, e sono sicuro che sarà l'inizio di nuovi e proficui rapporti commerciali perché, come ci è stato più volte ripetuto durante la nostra missione, il mercato cinese è grandissimo, aperto, e dà il benvenuto a chi produce alimenti di alta qualità". Al momento, le aziende sarde che esportano in Cina operano in tre settori: lattiero-caseario (3A di Arborea con il latte a lunga conservazione) e Alimenta (latte in polvere ovino per bambini); vinicolo con Sella e Mosca, Argiolas, Cantine Santadi, Mancini; agroalimentare con olio San Giuliano, acqua Smeraldina, pasta Cellino.

Oltre all'artigianato e all'Hitech, con l'intesa raggiunta con Huawei, Paci cita le potenzialità offerte dal porto canale di Cagliari, "dove è prevista una zona franca doganale – sottolinea – E' un fattore strategico per gli scambi commerciali, fortemente apprezzato per la sua infrastrutturazione e per la quantità di merci che vengono scambiate".