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Inizia l'1 dicembre la nuova vita del Parco Geominerario della Sardegna: sarà quello il giorno nel quale gli 81 Comuni coinvolti nella gestione eleggeranno i propri tre rappresentanti, insieme a quelli della Regione, della Consulta e delle associazioni.

Del prossimo passo della riforma si è parlato in un incontro con tutti gli attori, l'assessora dell'Industria Maria Grazia Piras, il capo di gabinetto della presidenza Filippo Spanu, il delegato del Presidente per la riforma del Parco, Tore Cherchi, la direttrice Generale della direzione Protezione della natura e del mare del ministero dell'Ambiente, Maria Carmela Giarratano e il commissario Gianni Pilia.

Dopo la ricostituzione del governo del Parco si potranno avviare la zonizzazione del territorio distinguendo fra aree rilevanti sottoposte a uno specifico e rigoroso regime di tutela e aree non rilevanti sulle quali i controlli sono drasticamente semplificati con conseguente sgravio burocratico e la riconversione del patrimonio anche per attività produttrici di reddito nel rispetto del piano paesaggistico.

"Una riforma importante – commenta Piras – con cui si chiude un periodo di commissariamento lungo e una gestione anomala. Il Parco rinascerà con una forte impronta scientifica e con una giusta rappresentanza di sindaci e associazioni. La Regione rimane strettamente impegnata nel Parco assicurando le risorse per la fruibilità dei siti, ad esempio per la trasformazione dei siti minerari in siti turistici e con Igea che continuerà ad occuparsi della manutenzione delle miniere".