Sul fronte della sicurezza "ci hanno svuotato dei poteri che ci erano stati riconosciuti durante il periodo del ministro Maroni e quindi i problemi si ripropongono tali e quali". E' quanto sostenuto dal primo cittadino di Verona, Flavio Tosi, a margine del convegno 'L'Italia dei sindaci. Buone idee dalle città per cambiare il futuro del Paese' in corso a Parma. A giudizio del sindaco veneto, "chi delinque sa di restare impunito. Serve un giro di vite: se il deterrente è adeguato riesci a combattere, se il deterrente è inesistente si sa di farla franca. Succede solo in Italia: in altri Paesi non la passerebbero liscia". Senza strumenti adeguati, ha aggiunto, "si torna sempre al punto di partenza: è una fatica di Sisifo. Tu continui a fare e a fare e un sistema di norme inadeguato disfa quello che fai". Quanto all'immigrazione, ha sottolineato, "i sindaci devono gestire la situazione: dovrebbe essere obbligatorio il lavoro a favore della comunità. Quando uno arriva è ospitato e lavora 8 ore al giorno obbligatoriamente, non in maniera volontaria. Poi – ha concluso – c'è la questione delle quote: lo Stato non può sperare che i sindaci accolgano il 2-3 per mille, lo Stato lo deve imporre, se non vuole piccoli centri che alzino le barricate. Deve imporre a tutti di ospitare 2-3 per mille, la quota è sostenibile e poi lavorano obbligatoriamente".
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Sicurezza: Tosi, serve giro di vite, strumenti inadeguati







