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Una squadra è già sul campo, mentre altre sei coppie di tecnici sono pronte a partire. Sono i primi 14 ingegneri della provincia di Cagliari chiamati a collaborare con la Protezione civile nazionale per portare a termine il grande lavoro di verifica dagli edifici a seguito dei terremoti che hanno scosso l'Italia centrale tra la fine di agosto e l'ottobre scorso.

Un'altra decina di professionisti è in partenza da Sassari e in tutta l'isola gli ordini si stanno attivando per raccogliere la disponibilità dei tecnici attraverso l'Ipe (Ingegneri per l'emergenza) un'emanazione del Consiglio nazionale ingegneri nata per la gestione tecnica dell'emergenza che opera su base volontaria per fornire interventi e consulenze qualificate.

"Lo spirito di solidarietà dei colleghi sardi è sicuramente da sottolineare – dice Mario Mureddu, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Nuoro nel consiglio direttivo dell'Ipe e unico ad essere partito nella prima fase dell'emergenza -. Fino ad ora, nonostante si fossero offerti in tanti, non era stato possibile coinvolgere nessuno perché la normativa richiedeva una particolare qualifica. Purtroppo, con l'aggravarsi della situazione a seguito del nuovo evento sismico del 26 e 30 ottobre, dai 70mila iniziali si sono resi necessari oltre 200mila accertamenti. La Protezione civile ha richiesto la collaborazione di tutti i colleghi iscritti per le attività di inserimento dei dati nel sistema informatico, e in particolare degli strutturisti per le verifiche cosiddette Fast (Fabbricati per l'agibilità sintetica post-terremoto)".

La prima coppia di tecnici è partita da Cagliari mercoledì 22 e rimarrà in missione fino al prossimo 30 novembre, quindi verrà sostituita dalle altre a seguire per diversi turni: ciascuno dura una settimana e prevede una riunione formativa a Rieti seguita da sei giornate trascorse a lavoro nei centri colpiti dal sisma.