La Corte d'Assise di Milano accoglie la richiesta di scarcerazione di Rocco Schirripa, accusato dell'omicidio del procuratore Caccia, ucciso a Torino nel 1983, ma l'uomo non esce dal carcere per via di un provvedimento di fermo della Procura di Milano. A chiedere la scarcerazione la stessa procura dopo che, a seguito di una memoria dei familiari del magistrato ucciso, ci si era accorti di un errore procedurale. I difensori: le prove illegittime non hanno valore. Il processo, quasi a metà del dibattimento, per 'inutilizzabilità' degli atti potrebbe essere azzerato.
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Delitto Caccia: Corte scarcera Schirripa, ma Pm dispone fermo







