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"Se vogliamo fare un'infrastruttura strategica e c'è una Regione che non la vuole fare, la soluzione è alzare le mani e il prezzo dell'energia? Esistono gli interessi nazionali e su quelli deve prevalere l'interesse della nazione, rispetto a quello regionale: non su tutto ma solo su quelli nazionali".

Così il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha risposto ai cronisti sulle motivazioni del Sì al referendum di domenica, poco prima di un incontro a favore della riforma, al T Hotel di Cagliari.

"E' molto importante che ci sia una discussione amplissima quando si devono prendere le decisioni – ha aggiunto – ma è altrettanto importante che quando si prende una decisione si remi tutti nella stessa direzione e si vada avanti, altrimenti il Paese non può competere Noi abbiamo davanti scenari internazionali che sono più complessi e dobbiamo avere una democrazia forte che decide e istituzioni efficienti".

"Si deve votare Sì perché abbiamo bisogno di un sistema più semplice e più efficace. In fondo lo diciamo da 30 anni che da un lato occorre rendere il sistema legislativo più snello e dall'altro avere una migliore distribuzione dei poteri tra Stato, autonomie e regioni". Afferma il ministro Carlo Calenda.

"È un po' surreale che adesso si stia discutendo di tutto tranne che nel merito di queste cose e probabilmente non si discute nel merito perché altrimenti – ha proseguito Calenda – sarebbe molto difficile avere un opinione diversa Tanto per fare un esempio la legge sulla concorrenza che langue in Parlamento da 600 giorni sarebbe legge da settembre dell'anno scorso".