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Utilizza lo strumento della lettera aperta per comunicare le proprie dimissioni, l'assessora all'Agricoltura della Regione Sardegna, Elisabetta Falchi. Esponente dei Rossomori, che oggi hanno ufficializzato l'uscita dalla maggioranza di centrosinistra, Falchi spiega di aver risposto sì alla richiesta del suo partito di dire addio alla Giunta Pigliaru: "Ho deciso di farlo, per correttezza, per coerenza", scrive.

Pur ringraziando pubblicamente il presidente Pigliaru, i colleghi di Giunta, le strutture dell'assessorato e delle Agenzie, e ricordando che "molto è stato fatto e molto di più avremmo potuto fare per un'agricoltura più competitiva", l'ex assessora non nasconde "stanchezza e un certo isolamento in alcuni frangenti difficili; così come, per lealtà, non ho mai nascosto la mia contrarietà ad alcune scelte operate dalla Giunta".

Su tutte l'indicazione del governatore, comunicata ma non condivisa con gli alleati, del supermanager della sanità pubblica.

Nella lettera Falchi ribadisce il fatto che sia stato "fondamentale ascoltare e confrontarmi con chi è concretamente coinvolto nell'agricoltura, nella pastorizia e nella pesca" e sottolinea i passi fatti in questi due anni e mezzo "per il comparto ovicaprino, per il potenziamento dei premi accoppiati della Pac, per la chiusura del vecchio ciclo Prs e l'apertura del nuovo 2014/2020, per la programmazione del fondo per la pesca, per i consorzi di bonifica, per i giovani agricoltori, per la promozione dei prodotti di eccellenza, per l'accesso al credito delle imprese agricole e della pesca".