grazia-deledda-firino-and-quot-celebrazioni-senza-retorica-and-quot

"Oggi celebriamo i novant'anni del Nobel per la letteratura alla nuorese Grazia Deledda: l'unico assegnato a una scrittrice italiana. Un'intellettuale che seppe creare, come ha ricordato anche il Presidente Mattarella, una letteratura di tutte e tutti". Lo afferma l'assessora della cultura Claudia Firino, che aggiunge: "I libri di Grazia Deledda prendono a piene mani dalla cultura e dalla lingua di cui la scrittrice nuorese si è nutrita fin dalla nascita per farne storie universali che travalicano i confini della nostra Isola.

Una forza che spesso dimentichiamo, quando difendiamo la nostra identità arroccandoci e scordando che la difesa delle culture regionali e locali è una questione europea, non solo sarda". La Firino ha colto l'occasione della ricorrenza per mettere in luce anche la condizione della donna partendo dalle vicende personali della scrittrice. "La Deledda – ha detto – è stata una donna che ha sofferto discriminazione e scherno, soprattutto in Sardegna. Una donna scrittrice non era una figura comune nella nostra terra, e il disperato desiderio di abbandonare l'Isola resta un segno forte della nostra incapacità di allora di cogliere la sua grandezza.

Ne è un esempio anche il caso della sua candidatura alle elezioni del 1909, la prima per una donna al Parlamento: Grazia Deledda fu candidata a sua insaputa e ritenuta inadeguata perché donna e madre. Credo sia un aspetto importante da ricordare oggi, 10 dicembre, Giornata mondiale dei diritti umani". La Regione ha fortemente voluto le celebrazioni deleddiane, "perché fossero – ha concluso – appuntamenti che avessero ben poco di retorico e celebrativo, ma che restituissero alla donna Grazia la dignità, il valore e la considerazione di cui in vita non ha potuto godere".