La legge elettorale statutaria della Regione Sardegna finisce davanti al Tribunale di Cagliari che dovrà stabilire se la norma sul riequilibrio di genere abbia o meno rispettato i dettami costituzionali e dello statuto sardo. Ai giudici viene chiesto anche di interessare della questione in via incidentale la Corte Costituzionale. A proporre il ricorso sono gli esponenti di Sel, il senatore Luciano Uras, il presidente della Commissione Riforme Francesco Agus, l'assessora comunale dell'Urbanistica Francesca Ghirra e l'ex assessore provinciale Ignazio Tolu.
Si tratta in effetti di un pressing sul Consiglio regionale, dove la proposta di modifica della legge è ferma in Commissione Riforme con l'ipotesi di portare in Aula una leggina di pochi articoli entro un mese.
"Oggi è stata convocata la sottocommissione che sta istruendo la legge elettorale e anche il presidente Ganau si sta adoperando su questo fronte – ha spiegato Agus – la sintesi in commissione potrebbe sserci già dalla settimana prossima". "A volte si ricerca l'ottimo, ma mai come in questo caso l'ottimo è nemico del buono – ha aggiunto – Non percorrere questa strada sarebbe colpevole. Credo che non ci sia il pericolo di voto segreto e prima di tutto il Consiglio deve sanare questa ferita".
Più diretto il senatore Uras. "Non si sa quando si va a votare e questa modifica va fatta prima che si vada al voto. Non c'è nessuna alchimia da mettere in campo, si faccia tutti il nostro dovere perchè sono passati tre anni e non c'è stata una discussione su questo". L'avvocata Margherita Zurru ha spiegato che l'atto di citazione "è stato messo a punto seguendo i procedimenti utilizzati per impugnare altre leggi elettorali di questo tipo, come il 'Porcellum'".







