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Sulla Finanziaria arrivano le critiche di Forza Italia, che punta il dito sui "ritardi" della Manovra 2017. "Se l'assessore alla Programmazione presentasse la Finanziaria anziché pomposi comunicati per coprire il suo ritardo, dimostrerebbe maggiore efficienza – tuona il coordinatore regionale Ugo Cappellacci – non si sa a quale titolo egli parli di Finanziaria dei sardi, ma al momento l'unica certezza è che una Finanziaria non esiste e che ancora una volta si andrà all'esercizio provvisorio, ritardando le risposte alle famiglie, alle imprese e ai territori. Non sappiamo neanche dove spunti il dato sui 50 milioni in più, visto che l'unica certezza è la conferma degli accantonamenti fino al 2020, che significa almeno 700 milioni di euro in meno l'anno".

"Ora – aggiunge Cappellacci – perfino in Giunta c'è chi, come l'assessore Maninchedda, maledice questo scippo dello Stato a danno della Sardegna, ma è stato proprio l'assessore Paci a caldeggiare lo sciagurato accordo Pigliaru-Padoan con cui hanno ritirato i ricorsi presentati da noi". E sulle dichiarazioni di Maninchedda interviene anche il vice capogruppo Fi, Marco Tedde: "ha ragione l'assessore Paolo Maninchedda, la Sardegna non può più accettare di essere presa a schiaffi dallo Stato. Sono cose che diciamo dall'inizio della legislatura – precisa Tedde -. Siamo convinti che occorra aprire una nuova vertenza entrate perché con l'accordo avvelenato Soru-Prodi del 2006 la Sardegna si è accollata i costi della Sanità e della continuità aerea, mentre lo Stato non ha fatto la sua parte e rispettato i suoi obblighi".