E' ripreso con la testimonianza dell'ex responsabile della Protezione civile in Sardegna Giorgio Cicalò, che in aula ha fatto scena muta, il processo davanti ai giudici del Tribunale di Tempio Pausania per le morti causate dall'alluvione del 18 novembre 2013.
E' stata un'udienza lampo, durata poco meno di mezz'ora: Cicalò avrebbe dovuto rispondere alle domande del pubblico ministero Domenico Fiordalisi su quanto accaduto nella serata del 18 novembre di tre anni fa, quando la città di Olbia venne messa in ginocchio dalla forza distruttrice dell'acqua.
L'ex capo della Protezione civile sarda, assistito dall'avvocato Marco Lai, si è però avvalso della facoltà di non rispondere. Il processo, che riprenderà il 9 gennaio, vede sul banco degli imputati l'ex sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, il sindaco di Arzachena Alberto Ragnedda, i tre funzionari comunali Antonello Zanda, Gabriella Palermo, Giuseppe Budroni, e un funzionario provinciale Federico Ceruti Ferrarese: sono accusati a vario titolo di omicidio colposo, disastro ambientale e mancata attivazione delle procedure d'allarme. Questa mattina in aula erano presenti anche tre degli imputati – Zanda, Palermo e Budroni – che si sono avvalsi anche loro della facoltà di non rispondere.







