"I direttori della sanità sarda sono dieci in meno, eppure il costo del management è aumentato complessivamente di quasi mezzo milione di euro all'anno". Lo denuncia il coordinatore provinciale di Sassari dei Riformatori Sardi, Michele Solinas, assieme a Davide Piredda, medico e componente del coordinamento del partito.
"La Regione ha determinato i compensi per i direttori delle aree socio sanitarie locali, che gestiranno le attività sotto la regia dell'Asl unica", spiegano i due. Conti alla mano, "l'importo annuo di spesa per gli otto direttori ammonta a un milione e 86mila euro, cui si sommano i compensi degli altri cinque manager indicati nella delibera del 23 settembre dello scorso anno, pari a un milione e 68mila euro – proseguono Solinas e Piredda – a questi vanno sommati ancora i compensi dei cinque direttori sanitari e dei cinque direttori amministrativi di supporto ai manager, che guadagneranno un milione e 708mila euro".
Se a questi costi "si aggiungono anche i 306mila euro dei tre incarichi amministrativi di vertice dell'Istituto zooprofilattico sperimentale arriviamo a un totale di quattro milioni e 169mila euro all'anno per 26 persone". I due esponenti dei Riformatori si chiedono "dove sia il fantomatico risparmio, se prima della riforma del servizio sanitario regionale c'erano 36 persone, tra direttori generali, sanitari e amministrativi, che costavano tre milioni e 678mila euro all'anno".







