"Il femminicidio è purtroppo un tema di triste attualità, eppure le azioni politiche per prevenire e reprimere questo intollerabile crimine sono sempre tese ad abbassare la guardia anziché ad alzarla. Chiedo un intervento tempestivo affinché sia assicurata la piena funzionalità di tutti i Centri antiviolenza e le Case rifugio operanti in Sardegna".
E' l'appello del senatore del gruppo Misto Luciano Uras che ha scritto una lettera al presidente della Regione, all'assessore del Bilancio e a quello della Sanità, all'indomani dell'approvazione della delibera della Giunta regionale con la quale è stata ripartita la somma stanziata come contributo a copertura delle spese per il 2016. "In pochi anni – ha proseguito Uras – si è arrivati quasi a dimezzare i fondi destinati all'organizzazione e al funzionamento dei Centri antiviolenza, nonostante gli impegni presi a novembre dagli assessori competenti.
Da un primo calcolo risulta che per ciascun Centro verranno erogati solo circa 170 mila euro, contro i 235 mila euro del 2015, quasi la metà dell'importo di 300 mila euro che la Regione si era impegnata a corrispondere". "Ciò che è più grave è che il contributo per il 2016 andrà a coprire i costi già sostenuti durante l'anno dai Centri antiviolenza, i quali legittimamente contavano di poter fare affidamento sugli importi promessi dall'amministrazione regionale e oggi si ritrovano ad aver anticipato somme che non verranno mai rimborsate. Questo significa che tutti Centri in Sardegna sono a rischio chiusura".







