Il 7 giugno del 2012 gli indipendentisti di ProgRes consegnavano alla presidente del Consiglio Regionale Claudia Lombardo la proposta di legge di una cassa sarda delle entrate «per l’esazione diretta dei tributi spettanti alla Regione Sardegna» in esecuzione degli articoli 7, 8 e 9 dello statuto autonomo della Sardegna. Che fine ha fatto quella proposta con la relativa volontà espressa dalle migliaia di cittadini che l’hanno sottoscritta? A raccontare la storia uno non ci crederebbe..
È poi infatti accaduto che il presidente del comitato costruito per raccogliere le firme (il Fiocco Verde), Franciscu Sedda, diventasse uno degli alfieri di Pigliaru e si facesse promotore di una legge regionale con lo stesso nome della proposta indipendentista ma dal contenuto assai diverso. La legge sull’Agenzia Sarda per le Entrate (ASE) approvata il 28 ottobre 2016 non prevede alcuna riscossione diretta ma solo compiti di vigilanza e contabilità (“vigilanza”, “controllo”, “osservatorio” sono le paroline magiche che ricorrono di più nel testo di legge). Praticamente una sorta di Agenzia delle Entrate fantasma senza poteri effettivi. A tali critiche l’assessore Paci rispose che l’obiettivo rimaneva quello della riscossione delle entrate a cui si contava di arrivare già a metà del 2017, puntando tutto sulla firma di un protocollo d’intesa con lo Stato italiano.
Come finisce la storia l’abbiamo letto sui giornali poco prima di natale. Il Consiglio dei Ministri ha impugnato l’ASE e specificatamente la norma dell’articolo 3 che in prospettiva lasciava una porticina piccola piccola aperta alla famosa “riscossione diretta”. Così i sogni belli sul “fare lo stato” dei sovranisti si sono schiantati contro la realtà dei fatti: l’Italia non è disposta a concedere nulla, nemmeno qualcosa di simbolico. Mentre in Catalogna e in Corsica i popoli fanno la storia rivendicando a muso duro la propria sovranità e il proprio diritto a decidere e promulgano leggi che vanno a vele spiegate verso l’indipendenza animando l’opinione pubblica e mobilitando la coscienza delle persone, la Giunta Pigliaru mostra tutto il suo servilismo e la sua subalternità trasformando una bella proposta di legge in una porcheria ibrida inutile e dispendiosa e dimostrandosi incapace perfino di fare applicare quello straccio di Statuto autonomistico di cui disponiamo.







