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Contratto rinnovato sino al 2021 tra il Cagliari e Niccolò Barella, astro nascente della formazione rossoblù e delle giovanili della nazionale. "Lavoriamo per il futuro – dice il presidente Tommaso Giulini – Barella è un giovane richiesto da mezza serie A e dai club più importanti. Per noi è un grande successo tenerlo qui. È stato un mese di trattative, ma abbiamo raggiunto l'obiettivo. Importante perché sui giovani che valgono spesso i grandi club hanno la meglio. Un giorno, se manterrà questa voglia e questa sfacciataggine, Barella giocherà le competizioni europee. Spero che le possa disputare con la nostra maglia". Soddisfatto il giovane centrocampista. "So che per me ci sono state della offerte – conferma – ma non so di quali squadre. Non mi sono mai preoccupato, io ho sempre pensato al campo. È un atto di fiducia, uno stimolo in più. Ma io non ho mai pensato di andare via". Fondamentale la stagione in prestito a Como. "Scelta importante – precisa – mi ha fatto crescere come uomo e mi ha fatto prendere le mie responsabilità".

Di Gennaro blindato, Storari ai saluti. Queste le prime strategie del Cagliari al prossimo calciomercato. Sul portiere nessun commento da parte del presidente Tommaso Giulini, ma le strade sembrano destinate a dividersi. Il ragionamento è molto semplice: Storari è stato un pò il simbolo del Cagliari della rinascita. E ci ha messo cuore e faccia anche in B. Il feeling però non è più lo stesso. Il primo episodio no è stato probabilmente quello della contestazione di una parte dei tifosi per la fascia da capitano (Dessena era ancora assente) con il passaggio di consegne dei gradi a Sau. Nell'ultima gara il portiere ex Juve era in panchina per la febbre: al suo posto ha giocato Rafael. Più esplicito il presidente sul centrocampista ex Milan. "Leggo di una possibile partenza e invece – spiega – la società ha deciso di puntare, sempre che il giocatore lo voglia, su di lui: ha numeri e qualità rari da trovare in serie A". 

Crisi spogliatoio e possibile divorzio con il portiere Storari in casa Cagliari. "Non voglio rispondere – ha detto il presidente rossoblù, Tommaso Giulini – vale lo stesso principio delle situazioni legate a Dessena e Sau: i panni sporchi preferiamo lavarceli in casa. Ma smentisco categoricamente che ci sia un gruppo che giochi contro l'allenatore, non si vince una partita come quella con il Sassuolo se si vuole far fuori il mister". Secondo il numero uno della società il gruppo è saldo. "Lo dimostra un altro fatto – sottolinea – prima e dopo la partita con l'Empoli due giocatori sono stati multati. E non sono Joao Pedro, Dessena o Sau. Altri due giocatori: dallo spogliatoio non è uscito uno spiffero. Eppure ci sarebbe stato il tanto per fare i titoli sui giornali". 

Delusione di Tommaso Giulini per le tiepide risposte dei tifosi rossoblù nelle partite con Napoli e Sassuolo. "L'ultima gara è stata la più grande amarezza di quest'anno – confessa il presidente del Cagliari calcio – non c'erano difficoltà o impegni di lavoro: vedere lo stadio mezzo vuoto mi ha fatto davvero stare male. E anche il mancato tutto esaurito con il Napoli non è stato un bel segnale. Certo, per come è andata poi a finire quella partita…". Una situazione inspiegabile per il massimo dirigente. "Alone di negatività? Non si capisce perché – dice Giulini – pensavo di aver abbracciato il progetto di un'isola passionale. Il tifoso ama la sua squadra con passione. Il gioco? Ma ditemi voi: quando il Cagliari ha giocato negli ultimi anni esteticamente bene?".