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Ad Aleppo “si sta facendo la Storia”: è un Bashar al Assad trionfante quello che in un videomessaggio su Telegram ha salutato la riconquista di tutta la città del nord del Paese grazie all’evacuazione degli ultimi ribelli. Una vittoria che non significa ancora la fine della guerra civile, come ha ammesso lo stesso presidente. Ma che sicuramente rafforza la sua posizione e ne garantisce la permanenza al potere in vista di negoziati per una soluzione politica della crisi. A confermarlo sembra essere anche l’annuncio di Ankara, che per anni aveva chiesto l’uscita di scena dello stesso Assad, di una riunione in programma il 27 dicembre a Mosca tra il ministro degli Esteri turco con i suoi colleghi di Russia e Iran, i grandi sponsor del governo siriano.
 
“La migliore soluzione è sempre quella politica, stiamo facendo sforzi per garantire un cessate il fuoco in tutto il Paese e allo stesso tempo iniziare un ritorno ai negoziati”, ha detto il capo della diplomazia di Ankara, Mevlut Cavusoglu. Da diversi mesi, del resto, la Turchia ha cominciato una lenta marcia di riavvicinamento alla Russia, fin da un incontro tra il presidente Recep Tayyip Erdogan e quello russo Vladimir Putin l’estate scorsa. E il governo di Ankara ha già fatto sapere di essere disposto a riconoscere un ruolo ad Assad nel processo di transizione e di sedersi anche allo stesso tavolo con lui.
 
“Una situazione completamente nuova sul terreno”, ha detto ancora Assad….[Continua a leggere su Spondasud]