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Circa 350mila famiglie a rischio povertà, 450mila sardi senza lavoro, una variazione di Pil (0,2%) molto inferiore alla media del Mezzogiorno (1,0%): l'agenda 2017 per la Giunta regionale dettata da sindacati, imprenditori e associazioni di volontariato risente dei numeri drammatici del 2016.

I traguardi da raggiungere? Un sistema di welfare più robusto, politiche per l'occupazione da rivedere completamente, più formazione per i giovani, opere pubbliche, riforme da ultimare e, almeno, l'inizio del processo di metanizzazione. Ma per iniziare bene bisogna subito sgomberare il campo dalle distrazioni.

"La maggioranza metta fine alla sua crisi interna, sciolga in breve tempo i nodi relativi ai nuovi assetti dell'Esecutivo – premette il segretario generale della Cgil, Michele Carrus – e se non è in grado di farlo, allora ne tragga le conseguenze". Detto ciò, "il neo di questa Giunta – spiega il dirigente sindacale – sono le politiche di flexsecurity, adatte a un'economia che gira e non stagnante come la nostra; per rilanciare l'occupazione bisogna aprire i cantieri, realizzare gli interventi previsti dal Patto per la Sardegna".

Poi, "ultimare le riforme lasciate a metà, Sanità ed Enti locali", e, ovviamente, "visto che la crisi ha generato sacche importanti di povertà", rafforzare le politiche sociali. Ad iniziare, dice Carrus, "da quelle per il sostegno agli studi, soprattutto a favore dei figli del ceto medio impoverito". Tre interventi fondamentali anche per il segretario generale della Cisl, Ignazio Ganga. "Fare il punto sulle politiche attive per il lavoro messe in campo, dare ritmo alla spendita delle risorse aggredendo le diseconomie strutturali e rilanciando il comparto produttivo industriale, rivedere le politiche inclusive alla luce della marginalizzazione di troppi sardi determinata dalla crisi".

Per Francesca Ticca, leader della Uil, "la Sardegna è sempre più povera e la manovra Finanziaria 2017 dovrà dare, in materia di lavoro e welfare, le risposte che non ha dato nel 2016".

"Più formazione professionale per i giovani", è il primo auspicio per l'anno prossimo che arriva da don Marco Lai, direttore della Caritas. "Questo – argomenta il sacerdote – eviterebbe la fuga dall'Isola, assieme al sostegno di un ritorno all'agricoltura".

E poi, potenziamento del welfare: "Siamo la regione che investe di più nel sociale, forse bisogna spendere meglio", sottolinea don Marco. Con particolare attenzione alle condizioni abitative:"Alla base della progettualità delle famiglie deve esserci la sicurezza di un tetto sopra la testa". Tutto ciò va bene, commenta il presidente di Confindustria Alberto Scanu, "ma concentriamoci anche per far decollare il sistema delle imprese, a quel punto, con un Pil più alto, redistribuire sarà più semplice, ma per il momento la coperta è troppo corta".

Priorità per il 2017? Il numero uno degli industriali non ha dubbi: "La posa della prima pietra del processo di metanizzazione in Sardegna, l'approvazione della legge di governo del territorio e la risoluzione del problema trasporti, per avere un'Isola connessa al suo interno e con l'esterno".