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Blitz negli uffici della Regione degli operai del Parco geominerario della Sardegna.

Circa 300 lavoratori, che dall'1 gennaio saranno licenziati dalla concessionaria Ati Ifras a causa della mancata proroga della concessione, si sono presentati sotto il palazzo di viale Trento, a Cagliari, per un presidio con richiesta di incontro urgente con la presidenza della Giunta. Accanto a loro alcuni sindaci in fascia tricolore e consiglieri regionali.

La decisione si scendere in piazza segue di 24 ore l'ultimatum a Giunta e Consiglio lanciato dai primi cittadini del territorio: si chiede la revoca del provvedimento che di fatto ha aperto la strada al licenziamento collettivo di oltre 500 persone in attesa del bando internazionale che dovrà affidare ad un altro soggetto le attività sino ad oggi svolte da Ati Ifras.

I lavoratori chiedono a gran voce garanzie sul loro futuro occupazionale, che significa prosecuzione delle attività di bonifica e di archeologia mineraria. Un primo passo in questa direzione si è avuto con l'incontro tra l'assessore degli Enti Locali, Cristiano Erriu, i sindaci e la Soprintendenza: l'obiettivo è di occupare i lavoratori del Geoparco nei cantiere archeologici. Ma per gli operai non è abbastanza. Da qui il nuovo vertice con il capo di Gabinetto della presidenza della Giunta, Filippo Spanu, e l'assessore della Programmazione, Raffaele Paci.