E' stato centrato e probabilmente superato il primo obiettivo del piano di rientro dal disavanzo della sanità per complessivi 328 milioni di euro nel triennio 2016-2019. Lo dicono i dati dell'assessorato regionale della Sanità – in anteprima per ANSA – relativi all'ultimo monitoraggio effettuato al terzo trimestre del 2016, quando i risparmi sono arrivati a quota 62 milioni su un target finale da raggiungere al 31 dicembre pari a 62,6 milioni. Secondo le prime stime, alla chiusura dei conti il primo anno di spending review sanitaria è andato nell'Isola come previsto. Alla partenza, però, c'è stato uno scoglio imprevisto: il costo dei farmaci innovativi per l'Epatite C. Questo ha fatto schizzare in alto la spesa di ben 83 milioni di euro lordi, recuperati solo in parte con risorse statali mentre le Regioni a statuto ordinario hanno potuto contare sul fondo nazionale dedicato. Nonostante un handicap di 11 milioni, l'assessore Luigi Arru ha dato mandato di non limitare le cure su questa patologia, dalla quale sono guariti oltre duemila pazienti sardi. Nel dettaglio, il taglio di servizi inutili per trovare le risorse necessarie a finanziare cure, farmaci e trattamenti estremamente efficaci è stato portato avanti attraverso la definizione delle singole voci sulle quali si annidano le maggiori inefficienze. Grazie alla collaborazione dei medici di famiglia – cosiddetti "prescrittori" – la spesa farmaceutica territoriale è stata ridotta in nove mesi di 20 milioni di euro, perfettamente in linea con il target prefissato di 24 milioni (farmaci di fascia A), e di 8,8 milioni per il consumo dei farmaci all'interno degli ospedali. Il piano di rientro ha inciso anche sul campo della protesica, attraverso la gara unica affidata a fine 2014 alla Asl di Sassari e aggiudicata a metà 2016: 4,5 milioni di risparmi rispetto ai 3 milioni di obiettivo. In questo caso è cambiato il modo di operare: prima era il cittadino a doversi recare dal fornitore per acquistare il materiale protesico, oggi è il servizio sanitario regionale a garantire la fornitura direttamente a domicilio con uno sconto in fattura per le Asl che arriva anche al 30%. C'è poi il capitolo personale con gioie e dolori. In Sardegna la spending review è iniziata quattro anni dopo le altre regioni e in un momento in cui entrava in vigore una normativa nazionale meno stringente sulle assunzioni, in coerenza con le direttive europee. L'esito del blocco del turn over nell'Isola è stato una riduzione sui costi di 16,8 milioni (nel 2015 il costo complessivo del personale era poco superiore al miliardo di euro). In questo caso il target fissato è inserito nella riorganizzazione della rete ospedaliera che prevedeva l'obiettivo complessivo di 55 milioni in meno.
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Sanità: 62mln di risparmi nel 2016, piano rientro centrato







