"Sono un ex militante delle Br. Sono nato in Sardegna e da giovane ho ricoperto un certo ruolo nell'attivismo cattolico. Poi sono arrivato a Torino in anni particolari dove mi sono immesso in un flusso di violenza che mi ha portato ad aderire alle Br. Sono stato arrestato e condannato e sono uscito dal carcere nel marzo 2014". Si presenta così l'ex Br Andrea Coi intervenendo alla presentazione de "Il libro dell'incontro. Vittime e responsabili della lotta armata a confronto", un evento organizzato alla Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani alla presenza, tra gli altri, di Agnese Moro, Olga D'Antona, Susanna Occorsio, Gherardo Colombo.
"La risposta che dovevo sforzarmi di dare – racconta ancora Coi parlando dei suoi anni di detenzione – era quella del debito di giustizia che avevamo nei confronti delle vittime. Dovevo scalfire una corazza dura di militanza e di ideologia, che mi ero costruito negli anni in cui avevo aderito alla lotta armata, per ritrovare la mia umanità. Nell'87 sono stato trasferito a Milano dove ho cercato qualcuno che mi potesse aiutare in questo processo di autocritica. E con Padre Bachelet ho cominciato a capire tante cose. Nel percorso che avevo cominciato anche con il suo aiuto mi sono accorto che stavo caricando le vittime di un peso: quello di aiutarci a ricostruire il filo dei rapporti umani che noi avevamo distrutto". "Poi – continua – ho incontrato il gruppo", la cui storia come momento di confronto tra ex terroristi e familiari delle vittime è oggetto de "Il libro dell'incontro".
"Ma cosa si può dire alla vittima che è stata lacerata nell'intimo?", chiede Coi. "Le vittime ci hanno aiutato in molti modi e con tanti mezzi in questo percorso cominciato con tanta sofferenza – prosegue – ed è stato tutto molto importante. I nostri sono stati incontri duri e difficili in cui le vittime ci hanno anche tirato le orecchie chiedendoci spesso "perché?"". "Ma a quella domanda – afferma l'ex terrorista – le nostre motivazioni le trovavamo sempre nell'ambito politico. Fino a quando una giorno Agnese mi disse ma sempre nell'ambito politico andate a cercare le vostre ragioni?". I familiari delle vittime, sottolinea, anche duranti questi incontri "ci avevano fatto capire come noi avessimo di fatto cancellato la nostra umanità. Ed è da qui che è cominciato il nostro percorso condiviso che non si è ancora concluso".







