Gli allevatori sono la categoria più colpita da questa straordinaria bufera di neve. Ci sono casi drammatici: ovili isolati, assenza di corrente elettrica, impossibilità di ristorare gli animali, di mungere, e le conseguenze saranno ancora più gravi. "L'Ara Sardegna conosce bene tutte le realtà allevatoriali che visita più volte l'anno. In questo momento sono colpite proprio quelle più marginali, che garantiscono il presidio di un territorio, che se non ci fossero loro sarebbe abbandonato – spiega il presidente Ara, Stefano Sanna -.
Aziende modello che hanno saputo coniugare la tradizione con la tecnologia garantendo latte, formaggi e carne di altissima qualità. In questi giorni, stanno lavorando in condizioni davvero precarie". "Gli allevatori hanno impiegato ore per raggiungere i propri animali rimasti in alcuni casi senza esser munti, in altri senza mangiare ed al freddo in mezzo alla neve. Alcuni allevatori però – ha precisato Sanna – non hanno ancora potuto raggiungere i propri ovili. Ci sono molti casi di pastori che non possono conferire il latte in caseificio".
"Ci saranno delle conseguenze di ordine alimentare e sanitario – ha spiegato il direttore di Aras, Marino Contu -. In questo momento è fondamentale garantire l'incolumità delle persone e degli animali, ma nei prossimi giorni emergeranno tutti questi problemi che agli allevatori costeranno soldi e lavoro. Gli animali sono praticamente abbandonati e stanno subendo degli shock, in quanto sono state stravolte tutte le abitudini alimentari, climatiche, di lavoro. Ci vorranno giorni per assorbirlo, con conseguenze non di poco conto nella produzione".







