Il vento di scirocco non ha soltanto danneggiato Cagliari e il Campidano tra alberi abbattuti e lampioni stradali spezzati; ha anche preso "a schiaffi" balconi e pareti rocciose senza però risparmiare la Sella del Diavolo, monumento naturale per il quale cresce la preoccupazione in vista di un possibile, imminente crollo.
Da ieri, sia sulla superficie della Sella, sono visibili profonde lesioni e nuovi e preoccupanti crolli, infatti, come afferma il presidente di Sardegna Sotterranea Marcello Polastri, "alla base della monumentale "Sella", dove la parete di roccia calcarea incontra il mare, sorgono centinaia di massi caduti dall'alto, dal ciglio estremo della Sella".
Dello stesso parere è Carlo Coni, presidente dell'Associazione Olé Kaiak: Noi possiamo solo osservare come la punta di un iceberg, le gigantesche pietre al pelo dell'acqua mentre è ovvio che una montagna di altre pietre è sommersa dalle onde del mare.
La grande roccia cagliaritana detta Sella del Diavolo, di fatto, è un simbolo identitario: al pari delle statue naturali "L'Orso" o la "Tartaruga", meriterebbe attenzione e tutela ed invece rischia di scomparire se non si interverrà.
Nel dubbio, le associazioni Sardegna Sotterranea, Gruppo cavita cagliaritane, Olé Kayak, Ambiente Sardegna rivolgono un appello alle istituzioni affinché possano trovare una soluzione e intervenire celermente dinnanzi a questo problema







