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Un anno senza verità su Giulio Regeni. Oggi ricorre il primo anniversario della scomparsa al Cairo del giovane ricercatore friulano, ritrovato morto 9 giorni dopo lungo l'autostrada per Alessandria, il corpo martoriato dalle torture. L'Italia si prepara a ricordarlo con diverse iniziative e a chiedere, ancora una volta, di rompere il muro di silenzio, omertà e depistaggi sull'accaduto, sui mandanti e sui responsabili dell'atroce uccisione di Giulio.

Mattarella, collaborare per arrestare colpevoli. "Da un anno l'Italia piange la uccisione di un suo giovane studioso, Giulio Regeni, senza che si sia potuto far piena luce sulla tragica vicenda, malgrado gli sforzi intensi della nostra magistratura e della nostra diplomazia", dice Mattarella. "Il dolore della nostra comunità nazionale è immutato così come immutata rimane la ferma volontà di chiedere giustizia per il crimine efferato che si è accanito contro il giovane. Ai familiari rinnovo, a nome di tutti gli italiani, sentimenti di vicinanza e sostegno". "Nel rendere omaggio alla memoria di Giulio e nel ricordare la sua giovane vita spezzata, chiediamo la collaborazione più ampia ed efficace affinché i colpevoli vengano assicurati alla giustizia", conclude.

Da quel 25 gennaio, i familiari non si sono mai dati per vinti. "E' stato un anno intenso, terribile, un viaggio nell'orrore che diventa sempre più profondo man mano che ci addentriamo nei particolari: abbiamo visto e stiamo vedendo proprio tutto il male del mondo", ha detto oggi la famiglia Regeni. "Questo male continua a svelarsi pian piano", hanno aggiunto i familiari riferendosi allo stillicidio di informazioni, non sempre affidabili né verosimili, che arrivano dall'Egitto. E ringraziando "per la solidarietà" e "la vicinanza" di molti italiani sono tornati a chiedere "di riversarsi nelle piazze con fiaccole accese per Giulio, per coloro che non sono rispettati nei loro diritti umani". Gli investigatori italiani registrano tuttavia "significativi passi avanti" nelle indagini dallo scorso settembre quando, dopo il periodo di "crisi" tra l'Italia e l'Egitto – dove non è ancora rientrato l'ambasciatore italiano – i magistrati egiziani hanno deciso di consegnare i documenti richiesti.

 
Gli ultimi – fanno sapere fonti della Procura di Roma – risalgono ad alcuni giorni fa: si tratta dei verbali dei due agenti che pedinarono Regeni tra dicembre e gennaio, dopo la denuncia del capo del sindacato degli ambulanti, Mohamed Abdallah, e il verbale del colonnello che svolse la perquisizione, a marzo, in casa della sorella di un componente della banda dei rapinatori uccisi in una sparatoria (che Il Cairo aveva inizialmente indicato come gli autori dell'omicidio), dove furono trovati i documenti di Regeni. Ulteriori passi avanti potrebbero inoltre arrivare dall'analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza della metropolitana di Dokki, dove Regeni passò prima di scomparire. Un lavoro affidato a esperti italiani e tedeschi di un'azienda specializzata nel recupero dati, ai quali la procura egiziana ha dato il via libera solo pochi giorni fa. Intanto, dopo la diffusione ieri del video della conversazione tra Abdallah e Regeni, registrata all'insaputa del ricercatore, in cui si parlava di una somma di denaro che sarebbe dovuta arrivare al sindacato "tramite concorso" da un istituto britannico, il sindacalista è tornato oggi a ribadire di considerare ancora Giulio "una spia". Secondo Abdallah, il giovane sarebbe stato ucciso da "parti straniere dopo che era stato scoperto" per addossare la colpa "all'Egitto". "Domani è un giorno triste per l'Italia e per tutti noi" perché ricorre "l'anniversario della scomparsa di Giulio Regeni, un italiano che oggi dobbiamo ricordare", ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano al Senato, annunciando una serie di iniziative promosse dalla Farnesina, tra cui un minuto di silenzio che verrà osservato nell'Ambasciata italiana al Cairo. A Roma si terrà una manifestazione all'Università La Sapienza dalle 12.30, mentre alle 19.41, l'ora della scomparsa, si accenderanno fiaccole in decine di città. Il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury, tra i promotori, ha lanciato un appello ai media italiani a partecipare e coprire i diversi eventi perché "senza i media al nostro fianco, la verità sarà ancora più difficile da ottenere". Una commemorazione si terrà alle 14.50 anche nella sede del Parlamento europeo di Bruxelles, su iniziativa del gruppo S&D.