"Dobbiamo tenere insieme la severità nei confronti di chi non ha titolo a rimanere sul nostro territorio e l'integrazione di chi vi soggiorna regolarmente". Lo ha detto al question time il ministro dell'Interno, Marco Minniti.
Queste, ha sottolineato Minniti, "sono le due linee guida che noi seguiremo ed il principio di severità consente anche di avere maggiore integrazione. Per severità – ha aggiunto – non si intende alzare muri, ma con lo stesso impegno con cui stiamo operando per ospitare chi ne ha diritto, intendiamo intervenire nel contrasto agli irregolari, rafforzando le politiche di rimpatrio che necessitano di accordi con i Paesi di origine e transito. Stiamo lavorando su questo, io sono stato in Tunisia e Libia, da dove proviene il 90% dei flussi. Serve un'iniziativa coordinata di carattere nazionale ed internazionale.
Ne parleremo domani al vertice a Malta dei ministri dell'Interno e se ne discuterà il 3 febbraio nella conferenza dei capi di Stato e di Governo europei che ha al centro proprio l'immigrazione". "Il Governo – ha proseguito il titolare del Viminale – vuole sviluppare un'attività organica che affronti il tema dei flussi, dei rimpatri e dell'accoglienza diffusa. Di qui la circolare del capo della Polizia per i piani straordinari di controllo del territorio ai fini del contrasto all'immigrazione irregolare".
Minniti ha poi ribadito che si lavora "a centri per il rimpatrio, una rete di strutture di piccole dimensioni distribuite su tutto il territorio, con una capienza complessiva che non supererà i 1.600 posti, una governance trasparente ed efficace, il rafforzamento dei controlli per garantire i diritti di chi si trova all'interno".







