"In un momento drammatico per i pastori, con il latte pagato a meno di 60 centesimi, la commissione che deve elaborare un documento per fronteggiare la crisi, pare stia partorendo una risoluzione dove il problema reale del calo del reddito dei pastori non è assolutamente affrontato".
Coldiretti sul piede di guerra contro la commissione Attività produttive del Consiglio regionale, quando mancano pochi giorni alla manifestazione di protesta che porterà in piazza a Cagliari l'1 febbraio prossimo centinaia di allevatori e agricoltori sardi.
"Non si intravede alcuna risposta immediata al grido di dolore delle 12 mila aziende sarde – tuona il presidente Battista Cualbu – Prendiamo atto che l'attenzione alla trasformazione e al prodotto è assolutamente superiore a quella riservata ai pastori, che sono i veri danneggiati da questo sistema. Durante l'audizione in commissione abbiamo evidenziato il problema e suggerito le soluzioni: in questo momento non c'è alternativa all'intervento diretto che compensi il reddito dei pastori".
Secondo il direttore dell'organizzazione di categoria, Luca Saba, "qualsiasi intervento pubblico deve avere delle ricadute su tutta la filiera, in particolare sui pastori, costretti ad accollarsi tutto il peso della crisi. Sono loro con il latte a meno di 60 centesimi che stanno pagando i 150 milioni persi con il crollo del prezzo del Pecorino romano".
"Finora non abbiamo visto nessun intervento contro la speculazione e contro la disorganizzazione nella programmazione produttiva – sottolineano i vertici di Coldiretti – Si scaricano tutte le colpe al mercato americano senza tenere conto che sono stati prodotti 356 mila quintali di Pecorino romano quando la domanda conosciuta era di 240 mila quintali. Ancora oggi, dopo aver svelato il bluff della sovrapproduzione di latte, la commissione indica una produzione di 350 mila tonnellate, dato assolutamente sovrastimato".







