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Sono circa un centinaio i beni di interesse culturale che sono ancora in capo all'Agenzia del Demanio (tra cui i fari costieri) individuati in un allegato dell'Accordo di programma siglato nel 2008 e che dovranno passare alla Regione Sardegna. Per procedere al trasferimento, però, occorre il nulla osta della Commissione paritetica che valuterà se esiste ancora un eventuale vincolo storico-culturale.

Oggi l'assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, ha incontrato i rappresentanti nominati dalla Giunta nella Commissione: il costituzionalista Pietro Ciarlo e il direttore del Dipartimento di Architettura dell'Università di Cagliari, Antonio Tramonti. Nell'organismo anche due esperti nominati dal Governo, Gabriella Iacobacci del Mef, e Antonio Parente del Mibact. "Come per altri immobili già di proprietà della Regione – sostiene Erriu – pensiamo soprattutto alla concessione di valorizzazione, uno strumento di partenariato pubblico-privato che consente di sviluppare e valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico attraverso l'assegnazione a privati per utilizzarli a fini economici per un periodo determinato di tempo, a fronte della loro riqualificazione, riconversione funzionale e manutenzione ordinaria e straordinaria.

Con la concessione, il privato non acquista gli immobili che rimangono di proprietà pubblica, mentre la Regione incassa il canone e risparmia su vigilanza, custodia, messa in sicurezza, manutenzione, puntando alla trasformazione urbana e allo sviluppo locale". La concessione non potrà eccedere i 50 anni e l'individuazione dei privati avverrà attraverso bandi pubblici.